1947

Guglielmo Lusignoli, “Onore agli artigiani”, in “Gazzetta di Parma” , 13 Ottobre 1947

Il razionalismo dell’ epoca non stima e valuta gli artigiani, che operano con la ragione, ma anche con il cuore. “La piccola borghesia italiana – scrive Lusignoli – ha il suo maggior figlio nell’ artigiano, sebbene questa grande famiglia si stata, è, e sarà, sempre poco considerata e mai aiutata; non ha mai reagito perchè il lavoro è riuscito a plasmarle quella forza civica che è l’ espressione piu’ viva della democrazia. Non esistono per lei grandi problemi, grandi riforme da varare; essa chiede solo lavoro per vivere e tranquillità per lavorare, desiderio nobile ed eterno che l’ uomo ha sempre cercato per contribuire alla civiltà. Il lavoro individuale è manifestazione spesso di tradizione famigliare, cittadina o regionale, e rappresenta perciò un valido baluardo alla difesa della misura umana… Il volto all’ Italia nella parte piu’ rappresentativa e nobile lo hanno fatto questi modesti operai che collaborano con gli artisti o agendo di propria iniziativa hanno creato le nostre città che sono l’ espressione piu’ viva ed eterna del lavoro umano…” .